Essere o avere?

Essere o avere?  Non è solo un dilemma filosofico, ma anche un dilemma linguistico! Oggi parlerò proprio dell’uso dei verbi ausiliari, che crea non pochi problemi agli stranieri che studiano la lingua italiana! :)

Buona lettura,
Prof. Valerio Giacalone

In italiano, la coniugazione dei verbi richiede l’utilizzo dei verbi ausiliari avere e essere. Con i verbi ausiliari e il participio passato del verbo si formano i tempi composti. Per esempio, il passato prossimo del verbo mangiare è:
io ho mangiato, tu hai mangiato, …
All’indicativo presente del verbo avere (io ho, tu hai, …) si aggiunge il participio passato di mangiare (mangiato).
Invece il passato prossimo del verbo andare si forma così:
io sono andato, tu sei andato, …

Il problema quindi è sapere quale ausiliare usare per i tempi composti. In generale, la regola è:

  • Avere si usa con i verbi transitivi attivi (come ho mangiato) e con alcuni intransitivi (ho parlato)
  • Essere si usa con i verbi intransitivi (sono andato), con i verbi riflessivi propri e impropri (mi sono lavatomi sono comprato un libro), con i verbi pronominali (mi sono arrabbiato), con i verbi impersonali (è successo un incidente) e nella coniugazione passiva dei verbi transitivi (sono stato salvato)

Per capire quali sono i verbi transitivi, pensa se “rispondono” alle domande “chi? che cosa?”
Per esempio, mangiare risponde alla domanda “che cosa?”
Che cosa hai mangiato? Ho mangiato una mela.
Invece, è chiaro che verbi di moto come andare non rispondono a quelle domande e quindi sono intransitivi.

Esistono eccezioni alle regole sopra citate per l’uso degli ausiliari. Alcuni verbi (come vivere, volare, scivolare e altri che indicano condizioni atmosferiche, come grandinare, nevicare, piovere) possono avere come verbo ausiliare sia il verbo essere che il verbo avere. Potete utilizzare sia ha piovuto che è piovuto e per vostra fortuna sono entrambi corretti!
In alcuni casi, come piovere, le due forme sono equivalenti, in altri l’uso di un ausiliare piuttosto che l’altro modifica il significato, come per esempio:
L’aereo ha volato per otto ore.
L’aereo è volato a Roma.
Il malato ha (
oppure è) migliorato
Il tempo è migliorato.

I verbi dovere, potere e volere possono essere usati autonomamente e in questo caso necessitano l’ausiliare avere:
Ho voluto una mela.
Mi ha chiesto un favore, ma non ho potuto.
Ha dovuto mille euro ai suoi creditori.


Seguiti da un altro verbo all’infinito, questi verbi sono usati in funzione modale, detta anche servile. Specificano cioè se un’azione è avvenuta per obbligo, per scelta o per possibilità:
Devo studiare di più.
Voglio andare al cinema.

Posso comprare un’automobile.
Nei tempi composti viene utilizzato l’ausiliare del verbo all’infinito. Dunque si dice sono dovuto andare, perché il verbo andare necessita l’ausiliare essere (sono andato al mare).
Altri esempi:
Ho dovuto studiare di più. Sono dovuto andare a scuola.
Ho voluto vedere un film. Sono voluto andare al cinema.
Ho potuto comprare un’automobile. Sono potuto andare al mare.

 

Comunque, nell’italiano di oggi si utilizza spesso in maniera indistinta l’ausiliare avere. Quindi si può sentire anche:
Ho voluto andare al cinema.
Con il verbo essere i verbi servili utilizzano sempre l’ausiliare avere:
Ho dovuto essere presente.
Ho voluto essere ascoltata.
Con un pronome atono (come ci), la posizione del pronome determina quale ausiliare usare:
Non ci sono potuto andare.
Non ho potuto andarci.

Come già detto, la coniugazione passiva richiede l’ausiliare essere. Il passivo esiste solo per verbi transitivi, che quindi utilizzano l’ausiliare avere nei tempi composti della coniugazione attiva:
Hanno premiato il vincitore.
Quando si costruisce la forma passiva, l’ausiliare è essere:
Sono stato premiato.

Del tutto analogo al passivo è il comportamento dei verbi riflessivi. Anche questi derivano da verbi transitivi, che quindi nella coniugazione attiva utilizzano avere. Invece, il verbo riflessivo derivato richiede essere:
Mi sono svegliata. Dopo mezz’ ora ho svegliato anche mio fratello.

Mi sono lavato. Quindi ho lavato il bagno.

 

Un’altra difficoltà dei tempi verbali composti riguarda l’accordo tra soggetto, oggetto e participio passato del verbo. Con l’ausiliare avere, il participio rimane invariato al singolare maschile:
Marco ha mangiato una mela.
Maria ha mangiato una mela.
Voi avete mangiato una mela.

Tuttavia, i alcuni casi avviene l’accordo, obbligatoria o facoltativa, tra participio passato e oggetto:

  • Ho visto dei libri e li ho comprati (accordo obbligatorio con i pronomi lo, la, li, le e ne)
  • Anna ci ha salutati oppure Anna ci ha salutato
  • Andrea si è tagliate le unghie oppure Andrea si è tagliato le unghie
  • Ho mangiata una mela (forma letteraria rara)

Invece, con l’ausiliare essere, il participio passato va declinato in base al soggetto, maschile o femminile, singolare o plurale. Per esempio:
Andrea è andato al mare.
Maria è andata al mare.
I miei amici sono andati al mare.
Le mie amiche sono andate al mare.

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6 Responses so far.

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